Quella “umiltà curiosa” che fa la differenza

Ricordando Nello Santi e la sua preziosa testimonianza su Tullio Serafin

L’associazione Circolo Tullio Serafin si unisce all’unanime cordoglio per la scomparsa del Maestro Nello Santi ed esprime la propria vicinanza alla famiglia. Con oltre sessant’anni di carriera, trascorsa nei più prestigiosi teatri del mondo, a dirigere le orchestre della più grande tradizione con interpreti passati alla storia, il Maestro Santi ha rappresentato per tutti coloro che si sono accostati all’arte musicale un vero e proprio punto di riferimento, che rimarrà tale.

Più volte il Maestro Santi ha accettato, con estrema gentilezza, di condividere con Nicla Sguotti, musicologa e biografa di Tullio Serafin oggi presidente di questo Circolo, qualche suo pensiero dedicato al direttore di Cavarzere, città alla quale lo legavano i propri ricordi di gioventù e amicizie di lunga data. Volendo rivolgere un commosso ricordo a questo illustre figlio del Polesine, nato ad Adria nel 1931, ci affidiamo alle sue stesse parole, rivolte al maestro di Rottanova ed ai giovani direttori d’orchestra, raccolte da Nicla Sguotti nella sua pubblicazione Tullio Serafin, il custode del bel canto (Armelin Musica, 2014 – nuova edizione 2018).

 

«Tullio Serafin ci ha insegnato che le buone cose si possono fare ovunque: è andato in Arena con un violino e una tromba per sentire l’acustica e ha creato il Festival Areniano. È stato chiamato a Roma, nel ’34, per fare del Teatro dell’Opera “il più grande teatro del mondo” e lui, avvalendosi della collaborazione di alcuni dei più grandi artisti del tempo, portò il teatro romano a dei livelli supremi. Questi risultati sono stati frutto di un metodo di lavoro preciso, che tendeva alla perfezione ed esigeva il massimo impegno da parte di ciascuna persona coinvolta».

 

«Ai nostri giorni manca la sincerità, che si può abbinare con l’umiltà, ognuno crede di essere il migliore di sempre e, con la fortuna che abbiamo ad avere delle registrazioni degli ultimi cinquanta-cento anni che sono dei capolavori, nessuno si mette in ascolto. C’è tutto da imparare da quelle registrazioni, da imparare in ginocchio».

 

«Diceva Toscanini: “Se dirige ‘il vecchio’ possiamo star tranquilli”, parlando di Serafin, che tra l’altro era più giovane di lui. Serafin interrompeva i cantanti, insegnava loro come fare, faceva ripetere senza timore di baruffe, le discussioni ci devono essere e non si possono fare prove di due settimane per allestire un’opera, Toscanini e Serafin facevano quattro mesi di prove. Quando ero giovane pensavo che fossero troppe le prove da fare, invece sono necessarie perché sennò la gente non si imprime nella testa le pause e i principi interpretativi. Serafin era molto ligio nelle cose, per tutto Bellini è un punto di riferimento e non è un caso che sia stato lui a insegnare alla Callas a cantare, Serafin l’ha scoperta e l’ha fatta emergere. Il mio primo disco l’ho fatto con un’altra interprete scoperta da Serafin, Joan Sutherland, ma citare questa coppia di nomi illustri è solo ricordare in minima parte quello che egli fece.»

 

«Ai giovani direttori d’orchestra consiglio di andare con umiltà nei teatri ad ascoltare quello che fanno gli altri, dopo faranno sicuramente meglio. Oggi i maestri sono tutti quanti dei divi, tutti sono convinti di aver trovato la quadratura del cerchio. Non hanno nessuna idea e vogliono che i cantanti solfeggino ma il cantante non deve solfeggiare, deve saper la musica, rispettare il ritmo e soprattutto essere capace di esprimere qualcosa. Questo libro (Tullio Serafin, il custode del bel canto) traccia, con interessanti documenti inediti, la figura di Tullio Serafin. Ai lettori mi sento di consigliare di accostarsi ad esso con spirito molto umile e con curiosità, di leggerlo con un’umiltà curiosa di conoscere le cose straordinarie che Serafin è riuscito a fare».

Associazione Circolo Tullio Serafin

 

La testimonianza del Maestro Nello Santi su Tullio Serafin è tratta da:

Nicla Sguotti, Tullio  Serafin, il custode del bel canto, Padova, Armelin Musica, 2018, pp. 5-8.

 

 

Nicla Sguotti e Nello Santi – Venezia, settembre 2016